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martedì 18 dicembre 2018

LA PISCINA

266_LA PISCINA (La piscine)Francia, Italia 1969;  Regia di Jacques Deray.

I titoli di testa del primo grande successo di Jacques Deray, appaiono riflessi su una superficie d’acqua, e poi scompaiono, come se l’acqua si increspasse; e l’immagine poetica che apre il film, alcune colombe sui rami di un albero, è capovolta, proprio come fosse riflessa nella piscina che dà il titolo all’opera. In fondo, il senso di La piscina è già tutto qui. Il mondo che gravita attorno a questo vero e proprio status-symbol della società borghese dei tardo anni sessanta, è solo un’immagine pronta a dissolversi al primo refolo di vento, ed è il contrario (l’immagine capovolta, rovesciata) rispetto a quanto appare. A rappresentare il bel mondo ci sono loro, la coppia di attori più glamour d’Europa, Alain Delon (Jean-Paul) e Romy Schneider (Marianne), compagni nella finzione, ex nella vita privata. E se la stanno spassando in una villa con piscina nei pressi di Saint Tropez quando irrompe nella loro pace un’altra coppia, Harry (Maurice Ronet) e Penelope (Jane Birkin), quasi a concretizzare il tema del riflesso anticipato dai titoli di testa. Harry è un vecchio amico di Jean-Paul ed ex-fidanzato di Marianne; Penelope non è la sua nuova compagna, ma sua figlia, diciottenne. L’arrivo di Harry increspa la quiete della oziosa vita in Costa Azzurra: è un musicista di successo, mentre Jean-Paul ha fallito come scrittore; e poi si presenta su una rombante Maserati Ghibli, uno status symbol a cui il suo ospite non può replicare con la villa con piscina essendo questa di proprietà di amici. Le intenzioni di Harry di insediare Marianne sono malcelate; e la presenza di Penelope, oltre a lasciargli mano libera, sembra effettivamente un diversivo per distrarre Jean-Paul. 
Già dall’apertura del lungometraggio vero e proprio si era capito che un tema forte del racconto era l’importanza estetica dei corpi dei protagonisti, con Delon che prende il sole a bordopiscina e la Schneider che si aggira in costume per lo schermo. La cosa è poi sottolineata da un dialogo tra i due uomini e sul rapporto fisico, carnale, sembra basarsi molto della relazione tra Jean-Paul e Marianne. Anche giustamente, per carità; però, al cinema, almeno in quello che non sia di genere erotico o pornografico, questi aspetti rimangono un po’ sottointesi, mentre qui assistiamo addirittura a una scena lievemente sadomaso, con l’uomo che frusta la donna con una pianticella peraltro piuttosto esile (almeno all’apparenza). 
I temi dell’importanza dei corpi e dell’apparenza, per la verità da sempre presenti nella società e a maggior ragione nel cinema, sembrano quasi anticipare i tempi di almeno un decennio, per l’esibizione che se ne ha durante il lungometraggio. Tanto che Harry si stupisce e rimane incantato quando vede Marianne vestita con un abito lungo, sebbene poi sia subito sottolineata la vertiginosa scollatura posteriore del vestito. La donna civetta un po’ con l’ex, più che altro ricercando nuovi stimoli nel rapporto di coppia con Jean-Paul: ma si sa, le relazioni sentimentali vertono su equilibri delicati e l’insistenza di Harry riesce così a scalfire la sintonia che regnava tra la coppia di amici. 
La controffensiva di Jean-Paul non si fa attendere e coinvolge ovviamente Penelope; da lì in poi le cose precipiteranno, ma in modo addirittura imprevedibile. Quello che sembrava in tutto e per tutto un intrigo sentimentale con forti rilevanze psicologiche, diventa ora un giallo con delitto: nella piscina c’è il cadavere di Harry. Alla fine Jean-Paul e Marianne si riscoprono essere due estranei e, dopo una gara di adolescenziali dichiarazioni a chi lascerà l’altro (leggi: chi se ne andrà prima dalla villa), si scoprono solidali nel nascondere la verità agli investigatori. L’uomo perché è colpevole, la donna perché ora ha qualcosa di concreto con cui tenere legato a sé l’amato. Ma il finale, mentre guardano fuori della finestra, abbracciati, non ha nulla di tenero.
Dai: cinema, piscina, cadavere, cosa vi viene mente? Non certo viale della felicità.



Jane Birkin



Romy Schneider














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