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giovedì 6 dicembre 2018

NIAGARA

254_NIAGARA ; Stati Uniti, 1953. Regia di Henry Hathaway.

Naturalmente Niagara è il film che ha consacrato la figura cinematografica di Marylin Monroe per quella che è poi passata alla storia: questo è il peso più rilevante dell’opera. Nei successivi film, Marilyn non sarà più soltanto un’attrice o anche una star: da Gli uomini preferiscono le bionde, Facciamo l’amore o Come sposare un milionario, sono tutti ricordati come film di Marilyn Monroe, con buona pace di registi come Hawks o Wilder, o di rivali del calibro di Jane Russel o Lauren Bacall, oscurate dal fascino irresistibile della bionda diva. E volendo vedere, il battesimo di una tale divinità cinematografica non poteva avvenire in un luogo tanto adatto come le scenografiche cascate del Niagara, che danno appunto il nome al film. Film che non è particolarmente riuscito, perché il regista Henry Hathaway spesso manca della necessaria personalità autoriale e si limita a mettere in scena una storia, lasciando che gli sviluppi narrativi previsti si snodino nello scorrere della trama. In Niagara, e curiosamente si tratta dell’unico caso, Marilyn interpreta un ruolo malvagio, per la precisione quello di una femme fatale, essendo il film un noir piuttosto morboso, almeno nell’aspetto estetico. In effetti la Monroe appare quasi volgare, in certe sue camminate, ma se le prendiamo in senso stilizzato (e qui la classe innata dell’attrice supplisce all'incapacità autoriale del regista di esprimerne meglio questo aspetto), allora diventano funzionali allo scopo di tratteggiare la figura di una dark lady tutta curve e controcurve in perenne atteggiamento provocante. 
La storia funziona, c’è anche il passaggio cruciale e imprevedibile, Marilyn fa la sua parte alla grande (specie all’inizio, ad esempio quando aleggia il dubbio che abbia davvero sbadatamente lasciato il biglietto delle cascate tra i due pacchetti di sigarette), Joseph Cotten è perfetto nella parte del marito incapace di soddisfare una moglie tanto impegnativa, la coppia di vicini di chalet ottima per alleggerire l’atmosfera. A questo proposito, la ragazza di questa coppia è interpretata da Jean Peters, attrice dotata di un personale fascino che, pur patendo l’inevitabile confronto con la Monroe, se la cava egregiamente ponendosi come figura femminile più ordinaria

Nonostante tutte queste buone premesse, il film non è il capolavoro che ci si potrebbe aspettare vedendo gli ingredienti: quello che manca è appunto la mano di un autore che sappia dare un significato umano, un sentimento davvero profondo, alle pulsioni di una storia che rimangono invece troppo superficiali, poco approfondite o sviluppate. Il film si chiude con una battuta, poco incisiva, in linea con il lavoro di Hathaway e dei suoi collaboratori: scommetto che è la prima volta che uno ha detto ‘affondala’ come una preghiera, dice il poliziotto all’uomo della coppia di vicini; e che è stata esaudita, risponde questi. Molto più appropriata, per ricordare questo film, un’altra battuta che circola a proposito delle cascate (per quanto in realtà esse siano magnifiche): le cascate sono la seconda delusione delle sposine nella tipica luna di miele americana a Niagara FallsMarilyn, al contrario, non deluse affatto.



Jean Peters





Marilyn Monroe
















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