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giovedì 9 agosto 2018

TUTTI I SOLDI DEL MONDO

190_TUTTI I SOLDI DEL MONDO (All the money in the world). Stati Uniti, Regno Unito 2017;  Regia di Ridley Scott.

Il fulcro centrale di Tutti i soldi del mondo è il rapimento, avvenuto a Roma nel 1973, di John Paul Getty, nipote del plurimiliardario Jean Paul Getty. La storia, come avverte una didascalia alla fine del film, pur se raccontando un fatto di cronaca, è romanzata, e non è certo da prendere alla lettera; un po’ come la statuetta che il vecchio Getty regala al nipote: la spaccia per vera, ma è solo paccottiglia per turisti. E qui, a noi italiani, può venire forte la tentazione di liquidare il film di Ridley Scott appunto come paccottiglia: somiglia ad un film buono, valido, ma è superficiale e zeppo di luoghi comuni. Può venire, questa tentazione, perché la storia è sostanzialmente italiana e molto del film è ambientato in Italia, da Roma, luogo del rapimento, alla Calabria dove viene tenuto il povero John Paul (interpretato da Charlie Plummer), e quindi parla di qualcosa che ci riguarda da vicino, che noi conosciamo bene. E anche, e questo è sicuro, perché troppo spesso gli anglosassoni hanno un’immagine eccessivamente stereotipata dell’Italia, e al cinema questo lo si può vedere in modo chiaro; o anche perché Scott, come regista, una certa superficialità ce l’ha iscritta nella sua cifra stilistica d’autore.
Però.
No, prima di passare a questo scomodo però, bisogna elencarle, queste pennellate di originalità sull’Italia che ci regala Tutti i soldi del mondo: la volgarità della stampa, l’inefficienza delle forze dell’ordine, l’omertà dei paesini del meridione, la stolta, arrogante superficialità delle brigate rosse… Luoghi comuni? Si, però, onestamente…
Aspetta… ancora un però? Allora mettiamolo con quell’altro lasciato in sospeso.

Il film: il film è anche avvincente; forse c’è qualche salto di troppo nella linea del racconto, ma niente di insopportabile. Piuttosto, gli attori sono bravissimi: Michelle Williams è Abigail, la madre del rapito, e riesce ad essere bella quanto un’attrice holliwoodiana ma ugualmente credibile nella parte di una donna quasi normale; il validissimo Mark Wahlberg è Fletcher, un intermediario di fiducia di Getty sr. e crea, sullo schermo, uno stacco già ad impatto visivo con gli interpreti italiani; Christopher Plummer è un eccezionale J.P. Getty sr. che sembra Ebenezer Scrooge del Racconto di Natale di Dickens. 

E lasciamo stare la questione legata alla sostituzione di Kevin Spacey, che aveva già girato le scene nel ruolo di Getty sr. ma che, in seguito allo scandalo per le molestie sessuali, è stato sostituito. Spacey è un attore stellare, ma Plummer nella parte sembra perfetto.
E comunque prima o poi dobbiamo tornare al punto cruciale della questione, i però lasciati in attesa. Ossia: lo sguardo di Scott è superficiale, d’accordo, però siamo sicuri che i luoghi comuni che accompagnano l’Italia così come mostrata dal cinema americano, siano davvero falsi? Che siano luoghi comuni, semplificazioni, è fuori di dubbio; ma siamo sicuri che non corrispondano, contemporaneamente, anche al vero? 

Perché se abitassi a Roma, adesso un giro al Colosseo (o alla Fontana di Trevi, ma per la verità va bene un monumento qualsiasi in una città italiana qualsiasi) lo farei, per verificare che non sia anche quello un tarocco. Forse che il Colosseo, e con lui l’Italia intera, non sia un immenso falso, come la citata statuetta che Getty regala al nipote; perché i luoghi comuni che ci dipingono in modo così superficiale da sembrare paccottiglia, poi non sono tanto distanti dal vero. Forse ci danno fastidio non perché sono falsi, ma perché sono veritieri.
Allora delle due l’una: o siamo davvero come ci dipingono, e quindi dobbiamo smetterla di fare gli snob. Non sono gli altri che ci dipingono in modo superficiale, siamo noi che siamo la caricatura di un popolo. O magari è addirittura peggio, e siamo semplicemente dei falsi anche noi, siamo una gigantesca ricostruzione posticcia con una serie di caratteristiche naif, certamente enfatizzate, ad uso e consumo di turisti e cineasti. E questo spiegherebbe perché i carabinieri del film sembrano quelli delle barzellette ma anche quelli della realtà.
Ed è per questo che adesso vado in piazza a Gallarate a controllare che almeno la Chiesetta di San Pietro sia autentica.


Michelle Williams







2 commenti:

  1. non sapevo della sua scomparsa!... L'ho appreso con il tuo post! :((
    davvero un ottimo attore, mi ricordo un suo film che ho visto di recente in cui interpretava un Kaiser del vecchio Reich, ed era perfetto! :

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