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giovedì 18 ottobre 2018

CONFESSIONE DI UN COMMISSARIO DI POLIZIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA

226_CONFESSIONE DI UN COMMISSARIO DI POLIZIA AL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA . Italia 1971;  Regia di Damiano Damiani.

Episodio che può essere preso a manifesto per la corrente italiana intrisa di impegno politico-civile nel poliziesco, Confessione di un Commissario di Polizia al Procuratore della Repubblica è un film teso ed avvincente. Damiano Damiani riesce a comporre il suo lungometraggio costruendo, da un lato, l’atto di denuncia sociale, affiancandolo ad un canovaccio più prettamente narrativo. Non a caso i protagonisti del film sono Franco Nero, nei panni del procuratore Traini, e Martin Balsam, in quelli del commissario Bonavia: e il ricorso ad un attore americano per il personaggio del poliziotto è funzionale allo scopo. Perché Bonavia conduce nel film la trama di pura finzione, con il nostro personaggio che prova a risolvere il problema sociale della mafia a colpi di pistola, proprio come è consueto fare ad Hollywood. Ma non è certo quella una soluzione per una questione tanto spinosa: in effetti Bonavia finirà ammazzato in carcere, ironicamente, ma argutamente, mentre si proietta un divertente film ai detenuti. Non è, insomma, nel cinema di puro svago, all’americana, la soluzione dei nostri problemi, sembra dirci Damiani. Del resto già il titolo del film è quanto di più anticinematografico si possa trovare. Ma è però vero che l’imbeccata al procuratore la dà proprio il commissario: è lui che riporta Traini con i piedi per terra, alle basi della giustizia, fate giustizia e la gente avrà fiducia. E in quel fate giustizia si intende incriminate e indagate chi merita di esserlo, fosse anche il Procuratore Distrettuale in persona; come in effetti avviene alla fine del film. 

E il non fare sconti in ossequio a nessuno è la regola che si impara proprio dai film polizieschi americani, e questo quindi Damiani lo riconosce, anche se poi imposta la soluzione del suo film sull’altro versante, quello sociale più legato alla nostra realtà. Confessione di un Commissario di Polizia al Procuratore della Repubblica è quindi superbamente bilanciato su questi due filoni, aiutato anche dalle ottime prestazioni d’attore di Franco Nero, qui vera e propria star di caratura internazionale, e di un intenso e credibile Martin Balsam, davvero bravo. Ma tutto il cast si rivela all’altezza, come del resto lo stesso Damiani che, alla regia, ci regala una Palermo credibile e perfetto set di ripresa per il suo film.
Insomma, un pezzo di bravura collettiva. 





Marilù Tolo



1 commento:

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