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giovedì 20 settembre 2018

PUGNI, PUPE E PEPITE

211_PUGNI, PUPE E PEPITE (North to Alaska). Stati Uniti 1960;  Regia di Henry Hathaway.

Nel 1959 l’Alaska venne annessa come stato nell’unione e ad Hollywood pensarono bene di sfruttare il momento di popolarità dello stato: questo potrebbe essere in effetti lo spunto da cui partì l’idea di produrre, al tempo, il film Pugni, pupe e pepite. Presa un’idea divertente dalla pièce teatrale Birthday gift di Ladislas Fodor, ingaggiato John Wayne per il ruolo principale, Henry Hathaway per la regia, completato il cast con Stewart Granger e Capucine, frullato il tutto con voglia di scherzare, prendersi a botte e flirtare, senza mancare di condire con una bella canzone (North to Alaska di Johnny Horton) ed ecco un film che, senza strafare, fila liscio come una palla sul biliardo. Il tema sullo sfondo è la corsa all’oro nel nuovo stato dell’estremo nord americano, il tono è leggero, più da commedia che da western (e poi al massimo sarebbe un northern) ma sia gli attori che il regista sembrano gustarsi il momento. Il duca è in un ruolo un po’ atipico, rispetto ad altre sue più impegnative interpretazioni, ma sembra davvero coinvolto, e pare che si sia addirittura cimentato dietro alla macchina da presa insieme ad Hathaway. Del resto era fresco della sua prima regia La battaglia di Alamo, girata proprio nei mesi precedenti a questo North to Alaska. Stewart Granger è invece naturalmente adatto, perfetto, per la sua parte, e anche Capucine, nonostante tutto, sembra a suo agio e anche lusingata dell’interesse che ruota intorno alla sua persona in un ambiente a lei così estraneo. In effetti, se l’abbinata con Granger era anche ipotizzabile (perché l’attore sembra una sorta di gambler, uno dei tipici damerini che sovente si incontrano nei film girati nella frontiera americana), un suo sodalizio con Wayne, lei elegante modella francese d’alta classe, è davvero improbabile. Invece finisce proprio così e forse anche questo alimenta il tono scanzonato generale; così, tra una bevuta, un passaggio sentimentale e un paio di scazzottate collettive, Hathaway conduce con mestiere in porto il suo film.
La frontiera, John Wayne, Capucine: decisamente possono bastare.  







Capucine







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