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giovedì 18 febbraio 2021

ASTRONAUTI PER FORZA

756_ASTRONAUTI PER FORZA (Road to Hong Kong). Stati Uniti1962. Regia di Norman Panama.

Dieci anni dopo l’ultimo episodio della serie di film Road to…, Bing Crosby e Bob Hope tornano in coppia sullo schermo in una nuova commedia comica che stavolta prende di mira la moda dei viaggi spaziali tanto diffusa negli anni sessanta. La povera Dorothy Lamour, che era stata una presenza fissa e di rilievo nei sei precedenti film della serie (tanto che si potrebbe parlare di trio anziché duo di protagonisti), è relegata in un semplice cameo in questo Astronauti per forza. Stando all’attrice, la cosa fu voluta da Bing Crosby che la riteneva troppo vecchia per il ruolo: Dorothy aveva in effetti 48 anni, in ogni caso ben portati. Certamente meglio dei 59 anni di Crosby che, sullo schermo, sembra un vecchietto e non è, ad essere pignoli, troppo credibile quando avanza le sue pretese di dongiovanni con l’attrice scelta per essere la star femminile della storia, Joan Collins. Joan, che di anni ne aveva 28, era uno splendore e garantiva un richiamo maggiore, e questo è comprensibile, ma va sicuramente apprezzato il comportamento di Bob Hope che insistette (al punto da mettere in dubbio la propria partecipazione al film) affinché a Dorothy Lamour venisse concesso almeno un piccolo ruolo. Che poi, non è che Astronauti per forza sia un film imprescindibile in sé stesso e nemmeno all’interno della serie, visto che i due attori avevano già dato il meglio, sia separatamente che in coppia. Si tratta di una vicenda umoristica con qualche trovata divertente e sostenuta dalla presenza di tanti ospiti (Peter Seller, David Niven, Frank Sinatra, Dean Martin, tra gli altri) e dalle battute metalinguistiche (ad un certo punto i nostri chiedono esplicitamente aiuto agli addetti degli effetti speciali della troupe per cavarsi d’impaccio in una scena d’azione). Sono escamotage che presentano allo spettatore situazioni fuori contesto e quindi inaspettate, e servono a rilanciarne l’attenzione. Niente di male, per carità, ma sono anche, al contempo, la certificazione che la storia raccontata nel film non ha una sufficiente verve comica di suo. In ogni caso si tratta di un film buffo e abbastanza divertente. Nel cast anche una sventola bionda, che rifila uno schiaffo a Bob Hope, di nome Jaqueline Jones e che si era vista qualche anno prima bruna e col nome di Lynn Shaw ne Il grido di Michelangelo Antonioni. Ma si tratta di un piccolo cameo; in materia femminile Astronauti per forza rimarrà negli annali per aver dimostrato che Joan Collins può tranquillamente interpretare con qualità anche un ruolo brillante, leggero e spensierato, con qualche passaggio canoro. L’attrice inglese se fosse stata anche sprecata per un film del genere, e l’impressione sorge, non sembra essersene data pensiero fornendo una prestazione professionale e divertita.    















Joan Collins






Dorothy Lamour



Jaqueline Jones AKA Lynn Shaw


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