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venerdì 17 luglio 2026

IL GIORNO DEL DELFINO

1841_IL GIORNO DEL DELFINO (The Day of the Dolphin), Stati Uniti, 1973. Regia di Mike Nichols

L’atmosfera iniziale inquietante e dura, tipica dei primi anni Settanta, la presenza di un monumentale George C. Scott (nel ruolo del Dr. Terrell), la direzione affidata a Mike Nichols, regista di solido mestiere –affiancato anche qui dallo sceneggiatore Buck Henry, con cui aveva realizzato nientemeno che Il laureato– sono tutti indizi iniziali che vengono man mano disattesi da Il giorno del delfino. Il film inizia in modo convincente e affascinante: l’approccio scientifico, o presunto tale, seduce almeno in principio; poi, quando cominciano gli azzardi, comincia a vacillare. Che i delfini possano comunicare con l’uomo è certamente un tema plausibile, in un film di fantascienza, ma nel corso del lungometraggio la cosa assume aspetti risibili e degni di un fumetto degli anni 50. Probabile che gli autori si accorgano del pasticcio e, forse, per cercare di confondere le acque, inseriscono una noiosa e pretestuosa traccia spionistica che non fa che peggiorare le cose. Paul Sorvino, che si inserisce nella storia in un ruolo dapprima poco simpatico ai protagonisti, viene poi accettato come alleato, senza però un convincente percorso, quasi come mancassero delle pagine di sceneggiatura che motivassero il mutamento di situazione. La cosa che resta rimarchevole è la capacità stoica di Scott di proseguire imperterrito in una notevole performance attoriale, anche quando si ritrova in un film ormai alla deriva.  




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