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domenica 31 agosto 2025

INNER WARS

1722_INNER WARS, Ucraina, Francia 2020. Regia di Masha Kondakova

Il significato del titolo del documentario di Masha Kondakova Inner Wars è «guerre interiori», il che, essendo il film ambientato nell’Ucraina orientale dove infuria la Guerra del Donbas è quantomeno curioso. Ma alla regista del conflitto con i separatisti interessa relativamente, c’è una didascalia in chiusura che ricorda la situazione geopolitica dell’area: quello che preme alla Kondakova è rivendicare il contribuito delle donne impegnate in guerra e la loro importanza, ingiustamente sottovalutata, nell’esercito ucraino. Queste sono le «guerre interiori» di cui ci racconta Inner Wars. Quella di Olena, soprannominata Witch, strega, combattente indomita, tra una sigaretta e l’altra, con due figli lasciati a casa; quella di Lera, che ha lasciato il suo lavoro di giornalista per sparare col mortaio e si è messa contro i superiori per restare in prima linea: o quella di Iryna, una veterana che ha perso due gambe e un occhio al fronte e che, nella sua personale battaglia per rivendicare il riconoscimento del contributo bellico femminile, forse è quella che meglio incarna lo spirito del film. Sebbene sia proprio lei a “sfidare Kondakova sulle sue reali intenzioni dietro il film” per usare le parole di Redmon Bacon sul sito Dirty Movies. [Dal sito Dirty Movies, pagina web https://dmovies.org/2021/11/30/inner-wars/, visitata l’ultima volta il 19 dicembre 2024]. Secondo il recensore, proprio la scelta della regista di non smussare questa divergenza con una delle protagoniste, è indice dell’onestà d’intenti dell’opera.
Il che è certamente condivisibile, come anche l’idea che alle donne debba essere riconosciuto parità di trattamento anche in ambito militare e tutto quanto il resto si possa immaginare in quest’ottica. Tuttavia, c’è qualcosa che non torna, che non quadra proprio alla perfezione. Nel senso: la guerra è la peggiore delle attività, qualcosa che si dovrebbe certare in tutti i modi di evitare; poi, d’accorso, forse in certi casi è inevitabile, in ogni caso non è questo il punto. Forse, in tempi arcaici, incominciarono ad occuparsene gli uomini perché le donne, dovendo allattare, avevano compiti ben più importanti: alimentare la vita anziché toglierla. Poi, d’accordo, sono cambiate un milione di cose, situazioni, e quel che si vuole, ma vedere che si ritiene una forma di emancipazione poter andare a combattere in guerra, lascia almeno un poco perplessi. Insomma, è indispensabile per le donne andare in guerra? O, formulando meglio, le donne sono indispensabili alla guerra? Certo, perché portano un contributo peculiare, una specifica dose di umanità, di empatia con l’«altro», qualcosa che, senza di loro, probabilmente mancherebbe. Ma questo rischia di significare che la guerra è qualcosa che dobbiamo tornare a ritenere necessario e indispensabile o, forse, semplicemente ineluttabile: se perfino le donne rivendicano il diritto di combattere, dobbiamo farcene una ragione. La Guerra del Donbas non sarà l’ultima, così come non lo sono state né la Prima Guerra Mondiale né la Seconda. E nemmeno lo sarà la prossima. Se le donne, naturalmente dispensatrici di vita, bramano il loro posto in guerra, si può dire con certezza che, almeno finché ci sarà quella citata vita umana, ci sarà guerra sulla Terra.  





    LA STUDENTESSA E L'ORSO è uno studio sulla guerra russo-ucraina attraverso il cinema. 



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