1783_VOENEN KORESPONDENT , Bulgaria 2008. Regia di Kostadin Bonev
Basato sul ruolo avuto nella Prima Guerra Mondiale
dallo scrittore bulgaro Yordan Yovkov, Corrispondente di guerra
(traduzione letterale del titolo originale Voenen korespondent, non
avendo avuto l’opera alcuna distribuzione nel nostro paese) è un film che ci
riporta ai tempi della Grande Guerra in terra balcanica. Nel farlo, il
film di Kostadin Bonev fa un largo uso delle immagini documentaristiche del
conflitto che testimoniano, per l’ennesima volta, la crudezza degli scontri.
Tutto sommato, visto che il protagonista svolge il ruolo di corrispondente, la
scelta narrativa appare proficua: la differenza qualitativa delle immagini
evidenzia questi passaggi come fossero le memorie che il protagonista, il
capitano Yovkov (Penko Gospodinov), raccoglie nel suo lavoro in prima linea. Il
film si concentra su una particolare ed insolita missione del corrispondente: la
consegna di un anello nuziale ad un amico, militare pure lui. Il problema è che
si deve recare in Dobrugia, una regione contesa tra bulgari e rumeni proprio
durante la guerra. E siamo nel 1917, forse nel momento peggiore per farlo. Nel
suo faticoso e accidentato viaggio, Yovkov assisterà all’evolversi della
guerra: nuovi e differenti ricordi potrà così portare con sé l’ufficiale. Il
lazzaretto con i soldati malati di colera, con l’imam locale che si occupa di
dargli cristiana sepoltura, la morte dell’amico che spira tra le sue braccia,
il generale Kolev (Atanas Atanasov), personaggio storico, sofferente di una
malattia agli occhi: la guerra mostrava il suo lato più sofferto. Intanto i
violenti scontri dell’offensiva bulgara sull’aspro territorio macedone, quelli dell’agosto
del 1916, riaffiorano nella memoria del capitano, riportandogli alla mente
anche le note più aspre della guerra. Tornando alla missione di Yovkov, ora
all’ufficiale non rimane che recarsi dalla ragazza del suo amico, a portarle
oltre alla fede anche il ciondolo ricevuto da questi poco prima di spirare. Per
farlo deve oltrepassare la prima linea, al di là della frontiera presidiata dai
rumeni. La bandiera bianca con la croce rossa protegge il nostro che può
così oltrepassare il posto di guardia rumeno in qualità di corrispondente, con
il triste messaggio da consegnare a Hermina (Gergana Petnyova). Non lasciatevi
ingannare dalla scappatella che occorre al capitano (notevole, in quest’ottica
Irina Jambonas); non era un lavoro facile né piacevole, il corrispondente di
guerra.

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