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giovedì 22 gennaio 2026

IL PLACIDO DON (TERZA PARTE)

1784_IL PLACIDO DON PARTE TRE (Tichij Don)Unione Sovietica, 1957; Regia di Sergej Apollinarievič Gerasimov.

La terza e ultima parte de Il Placido Don di Sergej Gerasimov raccoglie con profitto quanto seminato dai due primi capitoli, riuscendo finalmente a centrare l’obiettivo di dare il giusto respiro epico fin lì ricercato senza troppo costrutto. E, a sorpresa, in una storia di virili e combattivi cosacchi del Don, a sospingere il tenore della storia fino al livello adeguato sono le donne della vicenda, alcune delle quali fino a quel momento figure totalmente secondarie. Ad incendiare la vicenda sin dai primi minuti è Dar'ja (Ljudmila Chitjaeva) fresca vedova di Petr Melechov, che va subito sfacciatamente a stuzzicare il cognato Grigorij (Petr Glebov). La donna prende il centro della scena con una personalità forte e spregiudicata, fino ad arrivare a sparare a deliberatamente su Ivan, uccidendo il presunto assassino del marito. La guerra civile aveva infatti già diviso il popolo russo tanto che Mikhail Koshevoy (Gennadi Karyakin), il cosacco militante tra i rossi che aveva effettivamente ucciso a sangue freddo Petr, si presenta a casa Melechov a corteggiarne la sorella Dunya (Natalya Arkhangelskaya). Dunya è un altro personaggio emergente, in questo terzo capitolo de Il Placido Don, così come la sua vecchia madre Illynichna (Anastasia Filippova), che prova in ogni modo ad ostacolarne l’unione con l’uomo che le ha ucciso il figlio. E’ davvero un racconto tragico sotto questa traccia, anche di più rispetto ai pur tremendi momenti bellici narrati: il sentimento positivo per eccellenza, l’amore, scatena un vortice melodrammatico d’odio, rancore, senso di colpa, che travolge i protagonisti. Come detto Grigorij ha fatto ritorno alla fattoria dal fronte ma con Natal'ja (Zinaida Kirienko) le cose non girano al cento per cento; l’uomo ha sempre in mente la vicina di casa Aksin'ja (Elina Bystrickaya), sua storica amante. Questa, con la complicità di Dar'ja, la vedova di Petr, riesce a rincontrarlo e la passione riesplode; Dar'ja, non contenta per il danno creato alla cognata Natal'ja, arriva a rivelare all’ignara che il marito è di nuovo coinvolto con la vecchia amante. La vedova crede di essere malata grave e distribuendo un po’ di sofferenza sostiene di cercare un po’ di sollievo; una curiosa ma non del tutto campata in aria teoria per definire la cattiveria. La sua manovra ottiene però un risultato inatteso: Natal'ja, in cinta, non vuole dar luce ad altri figli di un marito tanto indegno e finisce per suicidarsi. A quel punto, anche un’anima torbida come quella di Dar'ja viene colpita dai forti sensi di colpa e la donna si lascia annegare nel Don. Il destino delle donne di questo tragico Don non si è ancora compiuto: la vecchia Illynichna preferisce eclissarsi andando a morire piuttosto che assistere all’unione tra Mikhail, l’assassino di suo figlio, e la figlia Dunya mentre Aksin'ja ha l’illusione di provare l’ultima fuga romantica con l’amato Grigorij. Un fucile di una guardia a cavallo dell’armata rossa la colpirà da lontano, mettendo fine degnamente a tutta quanta la vicenda: una donna uccisa con una fucilata alle spalle. Poco da aggiungere. 

Sul blog sono state pubblicate le altre due parti del film ai seguenti link


IL PLACIDO DON SECONDA PARTE

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