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domenica 26 luglio 2020

IL MEDICO DEI PAZZI

607_IL MEDICO DEI PAZZI Italia 1954. Regia di Mario Mattoli.

Dopo Un turco napoletano, e Miseria e nobiltà, Mario Mattoli porta nel cinema di Totò un’altra opera teatrale di Eduardo Scarpetta, Il medico dei pazzi. Ancora una volta il regista decide di lasciare perfettamente visibile l’origine teatrale del film, con una cornice introduttiva e conclusiva dove gli attori, tra cui appunto uno strepitoso Totò, si rivolgono direttamente agli spettatori, creando un effetto finzione nella finzione. Come nei precedenti di quella che potremmo definire una trilogia scarpettiana, anche in questo lungometraggio l’ambientazione in set chiaramente artificiosi e i tenui colori pastello delle immagini, rimandano direttamente agli allestimenti di un palco teatrale; in scena poi ci sono attori in costume, (Otello, il militare), musicisti e saltimbanchi. E’ curioso che Mattoli in questi tre film con Totò tratti da Scarpetta abbia sempre omaggiato in modo così evidente il teatro; probabilmente il regista ritiene l’origine teatrale (delle opere stesse ma anche del cinema in generale) un connotato di nobiltà per la settima arte. O forse il suo intento è rimarcare come il cinema sia un mezzo (un media) popolare, in grado cioè di diffondere la cultura (il teatro) su larga scala. Sia come sia, anche Il medico dei pazzi è molto piacevole soprattutto per la cura e la raffinatezza dei passaggi narrativi, merito sicuramente del soggetto alla base della trasposizione. Totò (Felice Sciosciammocca) è in ottima forma, gli manca un po’ una spalla adeguata ma se la cava comunque molto bene anche da solo. Nel cast anche Aldo Giuffrè (Ciccillo, il nipote di Felice) e la scenicamente notevole Franca Marzi (la signora Cristaldi). Per una volta Totò non è il truffatore ma il truffato e, tutto sommato, anche per via di questa soluzione narrativa, il film risulta meglio equilibrato di altri del Pincipe della risata.   




Franca Marzi



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