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giovedì 14 maggio 2026

LA SETTA DEL TERRORE

1820_LA SETTA DEL TERRORE (Conspiracy of Terrore) . Stati Uniti, 1975. Regia di John  Llewellyn Moxey

Se c’è un esempio che, probabilmente meglio di ogni altro, possa spiegare come funzionasse la preparazione di una serie televisiva negli anni Settanta negli Stati Uniti, questo è La setta del terrore. Originariamente pensato per essere l’episodio pilota per una serie intitolata Horowitz & Horowitz, ha finito per essere sostanzialmente un tentativo andato a vuoto. Oggi, a guardarlo come un tipico TV movie del tempo, può lasciare perplessi perché, effettivamente, del terrore prospettato anche dal titolo italiano non c’è traccia mentre appare troppo debole la cospirazione a cui fa riferimento quello originale, Conspiracy of Terror. Il tono del racconto è alleggerito dal rapporto tra i due protagonisti, Jacob (Michale Constantine) e Helen (Barbara Rhoade), gli Horowitz a cui evidentemente si sperava di dedicare un’intera serie TV. I due sono marito e moglie e lavorano entrambi in polizia, lei per la stradale e lui come agente in borghese, in un’imprecisata città della California del sud. Moxey, soprattutto nella prima parte, cerca di infondere la tipica inquietudine delle sue opere ma, essendo stato concepito come «pilot» di una ipotetica serie da far approvare, La setta del terrore si deve comunque focalizzare sui personaggi protagonisti. Cosa che, ad onor del vero, il film di Moxey fa con buon riscontro: per quanto come coppia sembrino un po’ improbabili, o forse proprio per questo, il pacioso Jacob, e la risoluta Helen sembrano fatti apposta per avere continui amabili scambi di opinione. Non siamo di fronte ad una coppia inacidita o che continui a punzecchiarsi, tutt’altro: l’uomo ha un carattere scrupoloso e determinato ed è però molto comprensivo con il prossimo e la donna di queste caratteristiche ne è al tempo orgogliosa e intenerita. Una stima che è decisamente reciproca e che aiuta Jacop a difendere la moglie che non è particolarmente gradita agli Horowitz, una famiglia di origine ebraica. Tra gli ingredienti che vengono aggiunti a questa curiosa ricetta, evidentemente troppo ricca per un singolo TV movie perché dosata per uno sviluppo negli eventuali episodi, c’è anche il fatto che Jacob sia appunto ebreo e che faccia parte di una famiglia molto osservante sotto il profilo religioso. Il padre (David Opatoshu), mal sopporta che suo figlio Jacob vada a trovarlo con la pistola d’ordinanza al fianco e ancora meno vede di buon occhio il fatto che sua nuora faccia la poliziotta. Anche perché Helen non è ebrea e sulla difficoltà ad essere accettata dalla famiglia del marito verte un altro presupposto per prossimi ipotetici filoni narrativi. In effetti, questa sorta di imbastitura, che non è rifinita ma sembra appunto propedeutica ad una serie di episodi che la sfruttino in seguito, è un po’ ingombrante anche perché c’è poi il tenore leggero scelto per il racconto che necessita anch’esso di dialoghi ironici e situazioni curiose, a reclamare altro tempo. Ne consegue che la setta del titolo, di cui si capisce davvero poco, venga alfine relegata nella coda del film, dopo una fase in cui anche lo stesso Moxey aveva sostanzialmente rinunciato a infondere tensione d’atmosfera al suo film. Con tutto questi elementi che ne ingolfano lo sviluppo, La setta del terrore non si può certo definire brutto o noioso: poco incisivo, quello sicuramente, ma comunque divertente e gradevole. In onestà, la cosa peggiore è probabilmente la scelta del titolo italiano che enfatizza ulteriormente il tenore di quello originale Conspiracy of Terror, già abbastanza fuorviante di suo. 



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