1820_LA SETTA DEL TERRORE (Conspiracy of Terrore) . Stati Uniti, 1975. Regia di John Llewellyn Moxey
Se c’è un esempio che, probabilmente meglio di ogni altro, possa
spiegare come funzionasse la preparazione di una serie televisiva negli anni
Settanta negli Stati Uniti, questo è La setta del terrore.
Originariamente pensato per essere l’episodio pilota per una serie intitolata Horowitz
& Horowitz, ha finito per essere sostanzialmente un tentativo andato a
vuoto. Oggi, a guardarlo come un tipico TV movie del tempo, può lasciare
perplessi perché, effettivamente, del terrore prospettato anche dal titolo
italiano non c’è traccia mentre appare troppo debole la cospirazione a cui fa
riferimento quello originale, Conspiracy of Terror. Il tono del racconto
è alleggerito dal rapporto tra i due protagonisti, Jacob (Michale Constantine)
e Helen (Barbara Rhoade), gli Horowitz a cui evidentemente si sperava di
dedicare un’intera serie TV. I due sono marito e moglie e lavorano entrambi in
polizia, lei per la stradale e lui come agente in borghese, in un’imprecisata
città della California del sud. Moxey, soprattutto nella prima parte, cerca di
infondere la tipica inquietudine delle sue opere ma, essendo stato concepito
come «pilot» di una
ipotetica serie da far approvare, La setta del terrore si deve comunque
focalizzare sui personaggi protagonisti. Cosa che, ad onor del vero, il film di
Moxey fa con buon riscontro: per quanto come coppia sembrino un po’
improbabili, o forse proprio per questo, il pacioso Jacob, e la risoluta Helen
sembrano fatti apposta per avere continui amabili scambi di opinione. Non siamo
di fronte ad una coppia inacidita o che continui a punzecchiarsi, tutt’altro:
l’uomo ha un carattere scrupoloso e determinato ed è però molto comprensivo con
il prossimo e la donna di queste caratteristiche ne è al tempo orgogliosa e
intenerita. Una stima che è decisamente reciproca e che aiuta Jacop a difendere
la moglie che non è particolarmente gradita agli Horowitz, una famiglia di
origine ebraica. Tra gli ingredienti che vengono aggiunti a questa curiosa
ricetta, evidentemente troppo ricca per un singolo TV movie perché dosata per
uno sviluppo negli eventuali episodi, c’è anche il fatto che Jacob sia appunto ebreo
e che faccia parte di una famiglia molto osservante sotto il profilo religioso.
Il padre (David Opatoshu), mal sopporta che suo figlio Jacob vada a trovarlo
con la pistola d’ordinanza al fianco e ancora meno vede di buon occhio il fatto
che sua nuora faccia la poliziotta. Anche perché Helen non è ebrea e sulla
difficoltà ad essere accettata dalla famiglia del marito verte un altro
presupposto per prossimi ipotetici filoni narrativi. In effetti, questa sorta
di imbastitura, che non è rifinita ma sembra appunto propedeutica ad una serie
di episodi che la sfruttino in seguito, è un po’ ingombrante anche perché c’è poi
il tenore leggero scelto per il racconto che necessita anch’esso di dialoghi
ironici e situazioni curiose, a reclamare altro tempo. Ne consegue che la setta
del titolo, di cui si capisce davvero poco, venga alfine relegata nella coda
del film, dopo una fase in cui anche lo stesso Moxey aveva sostanzialmente
rinunciato a infondere tensione d’atmosfera al suo film. Con tutto questi
elementi che ne ingolfano lo sviluppo, La setta del terrore non si può
certo definire brutto o noioso: poco incisivo, quello sicuramente, ma comunque
divertente e gradevole. In onestà, la cosa peggiore è probabilmente la scelta
del titolo italiano che enfatizza ulteriormente il tenore di quello originale Conspiracy
of Terror, già abbastanza fuorviante di suo.



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