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venerdì 8 maggio 2020

IL BACIO DELLA PANTERA

565_IL BACIO DELLA PANTERA (Cat people), Stati Uniti 1942Regia di Jacques Tourneur.

Il cinema dell’orrore aveva spopolato negli anni 30 principalmente grazie ai famosissimi film Universal (Dracula, Frankenstein, L’uomo invisibile eccetera) ma con il nuovo decennio, lo stanco ripetersi dei soliti cliché nei molteplici seguiti delle rispettive saghe, cominciava a mostrare un po’ il fiato corto. Il produttore della RKO Val Newton decise allora di provare ad imprimere una svolta nel genere, che tenesse maggiormente conto delle nuove tendenze che ispiravano negli stessi anni l’ascesa del noir, il cinema che meglio rappresentò gli anni 40 del XX secolo. Così Jacques Tourneur, chiamato alla regia, utilizzò al meglio le luci e le ombre di chiara ispirazione espressionista per mettere sulla pellicola tutti i dubbi, i timori, le insinuazioni che sono la vera matrice della paura evocata dal superbo precursore del nuovo filone horror: Il bacio della pantera. Nel film dominano gli elementi equivoci e niente è chiarito fino in fondo, e proprio in questa ambiguità risiede il disagio indotto nello spettatore. Il tema raccontato è l’innamoramento da parte di un tipico e pragmatico uomo americano (un ingegnere navale), Oliver Reed (Kent Smith), di una affascinante disegnatrice di moda di origine slava, Irena (una sensualissima e perfettamente felina Simone Simon). La ragazza è convinta di essere in qualche modo coinvolta nelle ataviche leggende del paese d’origine, e quindi teme che, qualora avesse rapporti sessuali con l’uomo che ama e sposa (ma perfino un bacio potrebbe bastare), potrebbe addirittura trasformarsi in una pantera. 

La situazione rimane così in uno stallo che non facilita certo la convivenza e la contemporanea amicizia tra Oliver e la collega di lavoro Jane (Alice Moore) scatena la gelosia di Irena e alimenta le tensioni tra la coppia. A quel punto, viste le difficoltà della ragazza ad accettare le regole della convivenza nuziale, viene coinvolto uno psichiatra, il dottor Judd, che però rimane vittima del fascino di Irena. Su questo intreccio sentimentale si innestano le scene equivoche, ambigue, che prendono maggiormente di mira Jane (la scena dei passi sulla strada e quella notevole della piscina), lasciando intendere che la ragazza sia vittima della gelosia di Irena e alimentando i sospetti sulla natura infida e sovrannaturale di quest’ultima. Soltanto nel finale, però, le carte si svelano meglio, fino al fatale confronto tra Irena e il dottor Judd che cede alla tentazione di baciarla dando il via alla malefica trasformazione. Il film gode di una confezione formale eccellente, grazie ad un uso sapiente delle luci e alla magnetica interpretazione della Simon, splendidamente felina anche più della pantera dello zoo, che perde infatti il confronto con l’attrice sia in bellezza che in pericolosità.







Jane Randolph







Simone Simon










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