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venerdì 16 luglio 2021

LE COLLINE BLU

853_LE COLLINE BLU (Ride in the Whirlwind). Stati Uniti, 1966; Regia di Monte Hellman.

Il regista Monte Hellman dirige questo Le colline blu, un western asciutto, in modo efficiente e conciso. L’idea alla base del soggetto, opera del giovane Jack Nicholson (che è anche sceneggiatore, produttore e attore protagonista) è originale: tre cowboys si accampano presso un capanno dove sono insediati alcuni banditi e, al sopraggiungere della posse dello sceriffo, vengono da questi scambiati per membri della banda. Il tema sullo sfondo della trama sembra essere la pericolosità dell’indifferenza: spesso si dice che farsi i fatti propri allunga la vita, ma non se ci rifacciamo a quanto accade in questo Le colline blu. In effetti i tre mandriani (oltre a Nicholson, ci sono Cameron Mitchell e Tom Filer) si rendono conto subito che gli inquilini della baracca presso la quale si sono accampati sono dei poco di buono; del resto basta guardare in faccia il guercio (Harry Dean Stanton) per capirlo. Consapevoli così di essere ospitati nel giardino di casa di una banda di fuorilegge, preferiscono fare finta di nulla pensando che sia la scelta che gli procuri meno problemi. Purtroppo non sempre è così e Wes (Nicholson) ne avrà un’ulteriore conferma quando cercherà di giustificarsi agli occhi della ragazza della fattoria, che incontrerà sulla strada per raggiungere le colline blu e mettersi in salvo. Una volta che Otis (Filer) è caduto sotto i colpi dello sceriffo, Wes e Vern (Mitchell) scappano appiedati e lungo la fuga arrivano alla citata fattoria in cui prendono gli abitanti in ostaggio; ma l’indole buona dei due uomini, e di Wes in particolare, li porta a cercare di motivare la necessità di rubare i cavalli prima di compiere il furto. Wes è un giovane, e la figlia del colono (Millie Perkins) è una bella ragazza; il ragazzo prova così a giustificarsi dicendo che lui e Vern sono innocenti e senza i cavalli finiranno impiccati. La ragazza risponde che non è un problema che la riguarda. E quando sarà lei a implorare il giovane di non portar via i cavalli, indispensabili per i raccolti della fattoria, Wes risponderà allo stesso modo. Questo triste teatro dell’indifferenza, su cui incombono lo sceriffo e i suoi uomini, smaniosi di impiccare i fuggitivi, incuranti dell’idea di un processo o almeno di ascoltare le loro ragioni, viene rotto da Vern che, una volta ferito, si ferma ad attendere la posse per dare il tempo di fuggire all’amico.
Il film di Hellman presenta alcuni passaggi insoliti ed è intrigante e mette il dito su una piaga (quella della mancanza di solidarietà con il nostro prossimo, un'attitudine assai diffusa nella società del libero mercato) che forse sarebbe esplosa in modo conclamato soltanto anni dopo. Insomma, seppur un po’ troppo breve (82 minuti) Le colline blu è un film comunque valido su diversi livelli.



Millie Perkins



4 commenti:

  1. interessante il discorso sull'indifferenza... e penso che il regista abbia fatto bene a farci un film, se non altro per mettere in discussione un detto che poi, troppo spesso, diventa anche un modo di fare... =_=

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  2. Risposte
    1. Buon compleanno, Giorgio... mille di queste recensioni :-)

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  3. Grazie Alessandro! Pubblicate sono a 853, non mi manca nemmeno molto :D

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