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lunedì 10 ottobre 2022

DOUAMONT - DIE HOLLE VON VERDUN

1128_DOUAMONT - DIE HOLLE VON VERDUN . Germania 1931;  Regia di Hainz Paul.

Nel secondo dopoguerra, alcuni lavori del regista Heinz Paul furono accusati di aver contribuito alla propaganda nazista (Wilhelm Tell, del 1934 dove recitava Emmy Göring moglie del gerarca nazista, I quattro moschettieri e persino Wunder des Fliegens) ma, prima dell’ascesa al potere di Hitler, il cineasta aveva dimostrato ben altra sensibilità. Paul, forte della sua esperienza diretta nella Grande Guerra, aveva dedicato al primo conflitto mondiale alcune sue opere, generalmente apprezzabili per l’approccio sobrio e, nel complesso, meno fazioso di altri registi. Va detto che non siamo di fronte ad un autore del calibro di Lewis Milestone, Georg Wilhlem Pabst o Jean Renoir, per restare a registi che hanno trattato la Grande Guerra a livelli cinematograficamente altissimi. Ma, in questo ambito, Paul il suo lo ha saputo fare con discreto mestiere e apprezzabile sensibilità. Anche Douaumont - Die Hölle von Verdun conferma le buone qualità messe in mostra nel di poco precedente, e tutto sommato simile, Die Somme: Das Grab der Millionen. Con questa sua nuova opera il regista bavarese completa così il quadro semi-documentaristico su una delle fasi cruciali della Prima Guerra Mondiale sul fronte occidentale, quando gli schieramenti cominciavano ad avere cognizione che non sarebbe stato semplice, per nessuna delle due parti, prevalere in tempi brevi. Se il precedente film era dedicato alla Somme, con Douaumont - Die Hölle von Verdun Paul si sposta a Verdun, come intuibile sin dal titolo, l’altro epicentro del fronte occidentale del periodo. 

Con il suo testo, per la precisione, il regista si concentra sulla presa tedesca e riconquista francese del Forte Douaumont: la roccaforte era del resto il punto nevralgico della cintura di difesa al cruciale centro di Verdun e fu oggetto di una situazione particolarmente curiosa. I francesi, convinti che i forti non potessero resistere al fuoco d’artiglieria tedesco, li lasciarono ben poco custoditi tanto che i nemici poterono occupare Douaumont con una semplice incursione. Nel film, al comando dei soldati tedeschi, c’è addirittura un simpatico e attempato ufficiale che si serve di un bastone come ausilio per camminare e offre sigarette a tutti. Il bonario ufficiale, dopo averlo salvato dall’aggressione di un suo sottoposto, sembra addirittura rincuorare il povero soldato francese lasciato solo alla custodia del forte e facilmente sopraffatto dal manipolo di incursori tedeschi. La presa del forte è quindi mostrata praticamente senza scontri cruenti sebbene l’artiglieria faccia da costante accompagnamento sin dalle prime operazioni. 

In effetti nella prima parte del film, che si occupa appunto della presa tedesca di Douaumont, la guerra sembra semplicemente una lotteria a non venir colpiti da qualche colpo d’artiglieria; anche l’ambientazione, i campi erbosi a perdita d’occhio nel quale i soldati avanzano allo scoperto, non ricorda le classiche scene a cui siamo abituati quando si parla di Prima Guerra Mondiale. La situazione diventa più simile al consueto con la controffensiva francese: la pesante artiglieria ferroviaria francese apre crateri sempre più grandi e demolisce le mura in mattoni del forte. Ora, con i tedeschi che sfoderano le proverbiali mitragliatrici, anche Douaumont - Die Hölle von Verdun si mostra come un tipico film sulla Grande Guerra. I francesi riconquisteranno il forte a prezzo salatissimo, per entrambi gli schieramenti, riprendendo un presidio che, pare evidente, avrebbero potuto evitare di cedere in modo tanto superficiale. Un ennesimo esempio sulla sostanziale inutilità, anche in questi fatti specifici, della guerra. Da un punto di vista tecnico Paul assembla il suo film con misurata capacità: miscela poche scene autentiche con molte ricostruzioni che, peraltro, si integrano in modo omogeneo. Nel 1931, poi, il sonoro non aveva ancora preso piede in modo così evoluto e anche in questo senso il regista bavarese opera con discrezione. Pur se il film ha più di un passaggio dialogato, per le scene più concitate, come gli assalti o le incursioni, si affida ad una musica d’accompagnamento quasi fossimo ancora alle prese con un film muto. Allo stesso modo, ricorre a mappe animate per chiarire gli sviluppi dello scontro e a didascalie per fornire ulteriori chiarimenti. Inoltre, Paul riesce sempre a dare un discreto ritmo alle sue riprese, anche quelle che tutto sommato potrebbero sembrare monotone. Nel complesso, pur essendo tecnicamente un pastiche eterogeneo, Douaumont - Die Hölle von Verdun riesce a darci un quadro interessante degli avvenimenti e dell’umore tedesco intorno agli anni Trenta, quando l’avvento di Hitler era imminente. Ma, tutto sommato, vedendo il film di Paul, non sembrerebbe stato così semplice da prevedere. 


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