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domenica 30 ottobre 2022

RACCONTI FANTASTICI: IL DELIRIO DI WILLIAM WILSON

1148_RACCONTI FANTASTICI: IL DELIRIO DI WILLIAM WILSON .Italia 1979;  Regia di Daniele D'Anza.

Per il terzo episodio della miniserie Racconti Fantastici, liberamente ispirata all’opera di Edgar Allan Poe, Daniele D’Anza e Biagio Proietti riescono ulteriormente a stupire con un’ambientazione sulla carta lontanissima dalle pagine dello scrittore americano. Il delirio di William Wilson prende come spunto il tema del doppio presente nel racconto William Wilson di Poe ma nell’attualizzarlo ai giorni nostri, epoca d’ambientazione della serie, lo trasferisce nel mondo delle corse automobilistiche. Per la verità William Wilson (un pimpante e credibile Nino Castelnuovo) è solo un collaudatore ma l’attore lombardo è bravo a tratteggiare la figura del pilota bello e dannato che, negli anni Settanta, complice il successo mondiale della Formula 1, era tra le più carismatiche del periodo. La vita di eccessi tipica dei piloti del cosiddetto circus iridato, forse indotta anche dai costanti rischi connessi con la professione, era l’ideale per proporre l’argomento del sosia, dove appunto specchiare una condotta sempre al limite con una legata ai dettami del buonsenso. Nel racconto di Poe Wilson è prossimo alla morte mentre nel film di D’Anza la sua esistenza è comunque sempre in pericolo, visto i rischi che il giovane si assume nel collaudare i bolidi da corsa oltre i loro limiti. Giorgio Biavati si incarica di dar corpo al secondo William Wilson, quello più coscienzioso: una sorta di grillo parlante che, esattamente come nel racconto di Poe, arriva addirittura a smascherare pubblicamente il suo alter ego quando bara alle carte. Biavati incarna perfettamente l’antitesi della figura carismatica ma il suo personaggio rivela come egli sia semplicemente una sorta di coscienza dell’altro, dal quale è completamente dipendente. Non è, quindi, una contrapposizione tra buono vs cattivo, anche perché quando Wilson, quello vero, elimina il rivale in duello nel finale, sancisce in quello stesso momento la sua fine. L’individuo è quindi incline al male ma ha una coscienza che lo può aiutare; e reprimerla non è una soluzione praticabile. Nel film da segnalare la presenza di Janet Agren nei panni di Eleanor Usher, sorella di Roderick (Philippe Leroy) insieme al quale ci riporta alla residenza che era stata al centro dei primi due episodi della serie. La Agren era splendida ma, tutto sommato, poco valorizzata da una parte non particolarmente interessante. Peccato; in ogni caso Janet è sempre un valore aggiunto e il suo contributo è particolarmente utile a rendere comunque interessante questo terzo episodio, leggermente meno efficace dei precedenti. 



Janet Agren 



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