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giovedì 16 febbraio 2023

BANDOLERO!

1223_BANDOLERO! Stati Uniti, 1968; Regia di Andrew V. McLaglen.

Raquel Welch vale sempre la pena di essere vista, e non fa eccezione nemmeno questa volta. Per la verità, in quest’occasione, il suo personaggio è tirato in mezzo sempre un po’ controvoglia, ma certo non può essere quello il motivo per cui, alla fin fine, almeno un poco deluda. Maria, la donna messicana interpretata dalla Welch, prima viene comprata da mister Stoner, divenendo così la signora Stoner; poi viene presa ostaggio dai banditi in fuga mentre è ostinatamente inseguita dallo sceriffo July Johnson (George Kennedy), che sembra avere più interesse nei suoi confronti rispetto ai fuggiaschi. Non è un tipo che lascia indifferenti: tutti la desiderano, i banditi come anche lo sceriffo che infine la salverà, senza per altro conquistarla. Ma pur con tutto questo turbinare di uomini attorno, la povera Maria concluderà poco: il marito era un brav’uomo, come del resto lo sceriffo, ma niente più. Meglio i fratelli Bishop, pur se stanno tra i banditi; anzi, meglio uno di loro in particolare, Dee Bishop (Dean Martin): una bella storia d’amore che però rimane solo potenziale, mai consumata. Ecco, la storia di Maria, contesa tra tanti uomini e tanti pericoli, fila via scorrevole ma alla fine le manca il mordente: un po’ come al film. Piacevole, o al massimo poco di più. McLaglen scomoda pure James Stewart (nella parte dell’altro Bishop, Mace), trova una buona trama (bella l’idea della forca), gira con solido mestiere (dialoghi e situazioni con cadenze e rimandi al tempo giusto) ma un po’ come al solito gli manca la zampata che lasci davvero il segno. 

Il regista tenta di mediare tra varie componenti, e ripropone un film sulla frontiera dal sapore vagamente classico, con inserti presi dal western crepuscolare o dagli spaghetti-western (la polvere, la colonna sonora, l’ambientazione messicana): operazione un po’ artificiosa ma svolta diligentemente. Gli attori, chi più chi meno, fanno la loro parte: il più convinto è George Kennedy, lo sceriffo spasimante di Maria; di contro la Welch è bella ma non ha un ruolo realmente incisivo; Dean Martin è bravo, ma non regge il ruolo di vero leader, anche perché il carisma Stewart è troppo ingombrante; il vecchio Jimmy, dal canto suo, ha un ruolo un po’ fuori dai suoi schemi e lo interpreta in modo un po’ beffardo; comunque se la cava, sia chiaro. Qualche volta è un po’ inopportuno, quando sbuca sullo schermo nelle scene romantiche di Martin e della Welch, ad esempio; ma la scena in cui minaccia con la pistola il vecchio bandito, quasi ci riporta il James Stewart dei film di Anthony Mann. Il finale del film è sorprendente ma, ancora in questo frangente, l’opera tradisce un po’ le ambizioni, non avendo la portanza tragica che si prefiggeva. Godibile, si diceva, ma un po’ di rammarico rimane; certo, ripensando al paragone tra il film e il personaggio di Maria, alla donna è certamente andata peggio.




Raquel Welch 







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