1777_MOLLY MOON E L'INCREDIBILE LIBRO DELL'IPNOTISMO (Molly Moon e the Incredible Book of Hypnotism), Paesi Bassi 2015. Regia di Christopher N. Rowley
Basato sul quasi omonimo romanzo di Georgia Bing nel
2002, Molly Moon e l’incredibile libro dell’ipnotismo cercò di inserirsi
nella scia del successo planetario di Harry Potter. Naturalmente non è che il
genere fantasy sia stato inventato da J. K. Rowling [autrice dei libri di Harry
Potter] ma, almeno a livello cinematografico, il film di Christopher N. Rowley
rischia di pagare un dazio eccessivo per via dell’inevitabile confronto con le
superproduzioni dedicate al maghetto interpretate da Daniel Radcliff. Il film
di Rowley in sé è un onesto divertimento dedicato agli appassionati del genere non
del tutto convincete ma con qualche spunto interessante o quantomeno curioso. Il
cast, ad esempio, oltre alla protagonista Raffey Cassidy nella parte di Molly
Moon, è composto da interpreti di rango come Emily Watson, nel ruolo Miss
Trinklebury, o Dominic Monagham, in quello del villain della storia, Nockman. Anche
se, come presenza scenica, la più affascinante di tutti è Tracey, madre di
Nockman, in fin dei conti, vera cattiva di riferimento della vicenda. A
conferire tutto questo charme insidioso nei pochi minuti a disposizione ci
pensa Joan Collins: la diva inglese replica, in un certo senso, il ruolo del suo
avatar animato ne Il segreto di Babbo Natale, stavolta presentandosi in
giubbotto di pelle nera. Nel cast anche Gary Camp, chitarrista e tastierista degli
Spandau Ballet, storica band New Romantic degli anni 80.

